
Garda Trentino
....il Mediterraneo del nord
Una terra che dai cacciatori preistorici all’Impero Austro Ungarico,
fino a Goethe e Thomas Mann, ci racconta la nostra storia, cultura e
arte. A parlare con la forza delle immagini sono gli splendidi
castelli, le rocche, le torri e i masi possenti. Sono le opere d’arte
contemporanea della Mart e del atelier Segantini, le mostre, i musei e
la bellezza naturale del Garda trentino. In questa incantata cornice,
accarezzata da un clima mite e dolce per dodici mesi all’anno, le
attività sportive outdoor sono il modo più sano e divertente per
rilassarsi nella magica purezza di boschi e cime innevate, varie e
adatte ad ogni età e gusto. E’ questa la prima regione con clima e
flora mediterranei che prima i conquistatori ed oggi i turisti che
attraversano le alpi provenendo dal nord europa, incontrano. Il Lago di
Garda regala loro un respiro di Mediterraneo dove l’azzurro del Lago
tocca le montagne e dove le fronde degli olivi sono accarezzate dal
vento e i limoni maturano al sole.
Arco
Alle spalle
di Riva del Garda, nella valle del Sarca, Arco, di origini
alto-medioevali, forse gotiche, ma abitato fin dal neolitico, fu
conteso da Visconti, Scaligeri, Veneziani e Imperiali.
Fu solo nell`ottocento, terminata la sua importanza militare,
che la località, per il clima mediterraneo, le piante esotiche, i
bellissimi giardini, che divenne meta della nobiltà viennese e tedesca
che qui svernava, a pochi kilometri dal lago, sullo sfondo delle
Dolomiti del Brenta.
Si diceva allora che sembrava di essere alla Corte degli
Asburgo tanti erano i nobili e le personalità contemporaneamente
presenti. Persino l`Arciduca d`Austria, vincitore degli italiani a
Custoza, si costruì una villa , di cui rimangono solo i ruderi mentre
il giardino che la circondava, l`"Arboreto", è tuttora assai importante
per le essenze botaniche. Era, nella belle époque, una località
climatica, una clinica naturale, una "Kurort", in funzione della quale
si era costruito anche il Casinò.
Degli Asburgo e dei Conti d`Arco, già Signori del luogo nel XII
secolo, oggi ancora si possono ammirare le glorie assieme al monumento
al grande pittore Giovanni Segantini, che qui ebbe i natali. Fra ville
in stile liberty, parchi e giardini la nostra attenzione va alla
Collegiata dell`Assunta, di impronta palladiana (del XVII sec.) con la
barocca fontana del "Mosé". Uliveti e cipressi invece ci accompagnano
nella salita al castello, recentemente restaurato, per ammirare le
pitture cinquecentesche della "sala dei giochi". Molto bello anche
l`itinerario verso la chiesa di Sant’Apollinare, con gli affreschi di
scuola veronese del secondo cinquecento, ed il successivo "romitorio di
San Paolo", del XII sec., fra lecci ed ulivi sul costone della
montagna. Proseguendo si possono incontrare, per gli amanti della
geologia, le "marocche", ammassi di macigni con paesaggio morenico.
Diversi i "palazzi di città", costruiti dai nobili feudatari nel
sei-settecento, il più importante dei quali è oggi sede municipale.
Simboli di un` epoca i palazzi "del Termine", "Marchetti" e "Panni". In
tavola la "carne salada" è una caratteristica della gastronomia locale,
si tratta di fesa di manzo da bovini allevati naturalmente, condita con
sale grosso, alloro, pepe nero, bacche di ginepro, aglio e rosmarino e
lasciata riposare dodici giorni. Si consuma cruda, a fette
sottilissime, o ai ferri.
Riva del Garda
Conteso
porto sul Lago, luogo naturale di afflusso dei commerci, Riva scopre la
sua vocazione turistica grazie a Stendhal, Lawrence, Nietzsche, Mann e
Kafka, qui accorsi su indicazione di Goethe. Stazione climatica
notissima ai piedi delle Dolomiti di Brenta con ampie spiagge assolate.
Fra un rigoglio di limoni, olivi e palme il turista assapora una
vacanza veramente completa, fra le testimonianze di una storia
millenaria con la possibilità di praticare le più svariate discipline
sportive.
Sulla piazza III Novembre si affacciano le porticate case
lombardo-venete con il Municipio, il Palazzo Pretorio e la Torre
Apponale.
Il vecchio abitato, caratterizzato da un nugolo di vicoli,
conserva un aspetto barocco con il grande gioiello rappresentato dalla
Chiesa dell`Inviolata, voluta, nello spirito della Controriforma, dai
Principi Vescovi di Trento. Nell`antica Rocca, iniziata nel 1124, e
considerata per secoli inespugnabile perché circondata per tre lati
dall`acqua, il Museo Civico e la Pinacoteca che conserva opere
pittoriche, affreschi e sculture. Fra le passeggiate che rendono
indimenticabile questo angolo del Garda, ricordiamo quella al
"Bastione", torrione cilindrico del 1508, raggiungibile con una mezzora
di cammino. Fu fortezza veneta più volte ricostruita da cui si gode uno
splendido panorama. Fra le visite consigliate ricordiamo quella al
pittoresco Porto di San Nicolò. Molto interessanti anche le escursioni
ai lago di Tenno e di Ledro, con il suo Museo di paleografia. Fra le
ricette della gastronomia locale ricordiamo "il luccio in salsa" da
servire con polenta abbrustolita. L`olio extravergine del Garda, le
profumate verdure che questo microclima propone, sono altre
prelibatezze che si possono gustare assieme ai vini, profumati, che il
territorio trentino propone ai buongustai.
Torbole
Posta allo
sbocco di una stretta valle scoscesa, Torbole gode di un clima mite e
di una posizione panoramica particolarmente felice. Il vento, che qui
soffia quasi ininterrottamente, ha reso quest`angolo del Garda il
paradiso della vela e del wind-surf e, grazie ai tedeschi,
particolarmente amanti di questa disciplina, la località è una delle
mete più famose per gli sportivi di tutto il Nord Europa. Di Torbole e
dei suoi straordinari venti scrisse entusiasta Goethe, come di "una
meraviglia della natura, uno spettacolo incantevole". Assai pittoresco
il porticciolo con le caratteristiche costruzioni della Vecchia Dogana
e di Casa Beust. Angoli caratteristici ricordano il passato, come la
"casetta del dazio" di austroungarica memoria. Su queste acque, nel
1440, la flotta veneziana, trasportata a forza di buoi da Rovereto,
sconfisse le galee viscontee per il controllo dell`Alto Lago. Nella
frazione Nago, meritano una visita le "marmitte dei giganti", esempi di
fenomeni erosivi glaciali. Alle spalle una celebre falesia che ospita
quasi 120 vie, dal quarto al settimo grado di difficoltà, un paradiso
per gli alpinisti.
La gastronomia si basa sulla povera cucina montanara con
polenta e selvaggina, arricchita dai pesci di lago. Tipici i "bigoi co
le aole",spaghetti con le sardelle e il "zisam", sardelle con cipolle.
Per i secondi domina la "carne salada ed i fasoi". Come dolce la "torta
di fregoloti" che si gusta tiepida o fredda. Celeberrimi anche i locali
broccoli, dal sapore gentile, che accompagnano carni di maiale e
selvaggina.
Brentonico
L`Altopiano
omonimo si colloca a cavallo fra il Lago di Garda e la Vallagarina, fra
i 500 ed i 2000 metri, sul versante settentrionale del Monte Baldo, il
gruppo montuoso che separa il lago dalla Valle dell`Adige.
Per la sua posizione si godono splendidi panorami sul Garda,
sulla pianura padana e sull`arco alpino. Sulle montagne che lo
circondano imperversarono le battaglie della Grande Guerra, di cui sono
ancora visibili postazioni, baraccamenti e trincee. Gli appassionati
potranno seguirne le tracce percorrendo il "Sentiero della Pace", un
itinerario fra lo storico e l`escursionistico. I vini della zona
Lagrein, Marzemino e Merlot accompagnano i piatti della saporita cucina
trentina che nelle malghe e nei locali agrituristici presenta ancora
tutte le caratteristiche di freschezza ed autenticità come per i
"canederli alla trentina” da spolverizzare con grana del trentino prima
di essere serviti. Da provare il salame "probusto", salame affumicato
che si consuma bollito o grigliato.